MANIFESTAZIONI ED EVENTI
PER NON DIMENTICARE LE TRAGEDIE DEL XX SECOLO
Il XX° è stato il secolo delle grandi fiammate, della passione, dei totalitarismi e delle immani tragedie. Alcune sono universalmente conosciute e vengono giustamente da tempo ricordate nel rispetto delle vittime e della memoria che ci consenta di non ripetere tali errori. Altre sono solo di recente state riconosciute anche dalle istituzioni come parte del nostro orrore, come nel caso delle vicende che sconvolsero il confine orientale italiano dal 1943 al 1946. Nel segno della conoscenza e del ricordo si svolge la rassegna ‘Per non dimenticare’ voluta dall’assessore alla cultura del Comune di San Giovanni Lupatoto Gino Fiocco, in collaborazione con le associazioni Ippogrifo Teatro e Balder, con due appuntamenti ad ingresso libero. Il primo, per commemorare la Giornata della Memoria, si svolgerà giovedì 29 gennaio 2009 al Teatro Astra alle ore 21.00. Ippogrifo Teatro presenta ‘MEMENTO’, scritto e diretto da Alberto Rizzi: "Uno spettacolo di teatro danza, visivo e visionario, lontano dalla retorica e dal dolore. Il filo conduttore che unisce i vari personaggi in scena è l'amore non il dolore. Per celebrare il Giorno della Memoria, attraverso storie piene di vita e di speranza, per restituire un passato a chi fu spogliato della vita nella tragedia dell'Olocausto". ‘FUORI’ commemorerà la Giornata del Ricordo, al Centro Culturale di San Giovanni Lupatoto a cura dell’Associazione Culturale 'Balder' il mercoledì 18 febbraio 2009 alle ore 21.00. Le musiche del maestro Guandalini e tradizionali, immagini e ricordi di esuli cercheranno di far uscire FUORI dall'oblio le vicende del confine orientale e dell'esodo di tanti italiani. FUORI dalle foibe della memoria, FUORI alla luce del sole il dolore, la delusione, lo struggimento dell'esilio, la nuova vita di tanti violati e redenti. Due appuntamenti per ricordare in maniera simbolica anche gli altri genocidi del secolo scorso, da quello degli Armeni, alla pulizia etnica nella ex Jugoslavia, all’orrore del Ruanda. E per riflettere.